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vincenzo vasi


progetti/coleader/switters

Mon, 28 Nov 2005

"New Thing"
con Wu Ming1: voce recitante, performer
e
Switters:
Gianni Gebbia - sax alto
Vincenzo Vasi - basso, voce, teremin
Francesco Cusa - batteria

 Testi di Wu Ming da "New Thing " (Einaudi, novembre 2004)

 Il trio Switters incontra in un folle reading Wu Ming 1, uno dei principali componenti del collettivo omonimo (ex Luther Blissett) autori di " Q." e " 54" per Einaudi. New Thing è il nuovo romanzo di Wu Ming 1 ambientato nell'omonimo periodo attorno agli anni '60; una storia in cui appaiono trame coinvolgenti le Black Panters e le figure di illustri jazzisti protagonisti della nascita del free jazz come Albert Ayler e John Coltrane.

SWITTERS

Il trio Switters si è formato a fine del 2002 e ha già compiuto due tour europei. Il nome del gruppo deriva dal personaggio principale del libro Feroci invalidi di ritorno dai paesi caldi dello scrittore statunitense Tom Robbins. Switters lavora su materiali a cavallo tra jazz sperimentazione e noise rock in una babele delle lingue musicali caratterizzata da un gusto spiccato per le strutture estemporanee asimmetriche. Il gruppo lavora principalmente su concept espressivi particolari traendo spunto, sin a partire dal titolo da soggetti politici e letterari contemporanei con particolare predilezione per la cosiddetta teoria della cospirazione, riferendosi dunque a fonti di ispirazione come i lavori del già citato Tom Robbins, Thomas Pynchon, Robert Anton Wilson e i nostri Wu Ming e Luther Blissett. In occasione di questo reading, Switters reinterpreterà brani della tradizione della New Thing toccando autori come Albert Ayler, John Coltrane, Archie Shepp, Marion Brown, Thelonious Monk .

WU MING

È un laboratorio artigiano di narratori con base a Bologna, e ha all'attivo diversi libri tradotti in molte lingue, tra i quali i romanzi Q (Einaudi 1999, con lo pseudonimo collettivo "Luther Blissett"), Asce di guerra (Tropea 2000, con Vitaliano Ravagli), Havana Glam (Fanucci 2001), 54 (Einaudi 2002) e la raccolta di articoli e racconti Giap! Storie per attraversare il deserto (Einaudi 2003), Guerra agli umani (Einaudi 2004). Dall'officina Wu Ming è uscita anche la sceneggiatura del film di Guido Chiesa Lavorare con lentezza (con Valerio Mastandrea, Massimo Coppola e Claudia Pandolfi, uscito nell'ottobre 2004), oltre a diversi progetti di scrittura in rete e "comunitaria". Ciascun membro di Wu Ming ha un nome d'arte formato dal nome del gruppo più un numero da 1 a 5, seguendo l'ordine alfabetico dei cinque cognomi. Il sito di Wu Ming è www.wumingfoundation.com <http://www.wumingfoundation.com/>
Wu Ming 1
"New Thing"
(romanzo - Einaudi 2004)
Concepito poche settimane dopo l'attacco alle Torri Gemelle e scritto nel triennio della "War on Terror" di George W. Bush, New Thing racconta una stagione della quale, in Italia, si ha una conoscenza superficiale: la rivoluzione nera degli anni Sessanta, partendo dagli esponenti del free jazz per allargare il campo e cantare la cultura, la religione, la lotta per la sopravvivenza, la lotta di classe, il bene e il male. Tutto quello che un movimento dovrebbe essere ed è stato. Brooklyn, primavera 1967. Dopo le morti violente di alcuni musicisti dell'avanguardia jazz, la vox populi afroamericana crea e diffonde la leggenda (o la storia vera?) dell'assassino noto col nomignolo di "Figlio di Whiteman". Esiste davvero? E se sì, agisce per conto proprio o è un agente del FBI, del BOSS, di qualche altro settore dell'establishment? Quasi quarant'anni dopo, una pletora di personaggi - intervistati non si sa bene da chi - racconta tra mille divagazioni la storia del "Figlio di Whiteman", della giovane cronista Sonia Langmut (scomparsa nel nulla poche settimane dopo i fatti), del Black Power e del suo esponente più famoso Stokely Carmichael, nonché del nuovo jazz di Albert Ayler, Archie Shepp, Pharoah Sanders e del loro nume tutelare, John Coltrane. Nei giorni degli omicidi, "Trane" sta morendo di cancro al fegato e conduce un durissimo monologo interiore, di riepilogo di tutta la sua vita. Green Man, Rowdy-Dow, Git-on-the-Good-Fooot, Thumbtack, Let's-Play-a-Game e Julia Mey sono i nomi di alcuni degli intervistati. Punti di vista particolari che insieme fanno una visione generale, passando continuamente dai voli d'uccello sulla città ai primi piani sull'umanità dolente dei vicoli e dei night club

La Repubblica

Palermo, 24 gennaio 2004
Jazz e parole per Wu Ming I e Switters
Una serata di pura emozione alla Cuba per le Orestiadi


Gigi Razete
"L´introduzione è breve e secca, giusto per condensare il senso di quello che vuole essere <<il primo tentativo di cerimoniale laico>> e accennare allo scenario da cui provengono le storie, quell´America di fine anni Sessanta dilaniata dalla morte di Martin Luther King e dalla febbricitante creatività di un jazz nero che oltrepassava il be bop per tuffarsi nel futuro. Poi, con la stessa immediatezza espressiva che appartiene alla concisione del linguaggio graffitico dei murales, sintesi di enfasi e simbolismo, la "New Thing" proposta in prima esecuzione assoluta giovedì sera alla Cuba, nell´ambito delle Orestiadi Gibellina Musica, scatta veloce sui ritmi ora dolenti ora concitati ora beffardi del Trio Switters e sul salmodiare della voce narrante di Wu Ming I, Roberto Bui, già esponente del Luther Blissett Project e oggi membro del collettivo letterario bolognese Wu Ming, noto per l´estrema coerenza dell´impegno no global. Il basso elettrico di Vincenzo Vasi e la batteria di Francesco Cusa, forniscono un magmatico tappeto elastico su cui rimbalzano, alternativamente, le folate immaginifiche del sax alto di Gianni Gebbia e le declamazioni tratte dalle pagine di "New Thing", racconto siglato Wu Ming che a breve verrà finalmente pubblicato da Einaudi, dopo un lungo braccio di ferro che ha visto capitolare l´editore dinanzi alla risolutezza dei Wu Ming circa la stampa su carta ecologica e l´abolizione del copyright (ndr: per Guerra agli umani di Wu Ming 2). Dalle storie sanguigne di Ornette Coleman, John Coltrane, Thelonious Monk e degli altri grandi artisti che operarono quella che fino a oggi è rimasta ancora l´ultima rivoluzione del jazz, la voce di Wu Ming I trae frammenti palpitanti che si intrecciano indissolubilmente con i suoni lirici, brucianti e dissonanti dei loro standard, evocati e resi attualissimi dall´immedesimazione del Trio Switters, mentre dalla campana del sassofono di Gebbia escono note che dapprima sono autentico zucchero filato per poi tramutarsi senza preavviso in spruzzi di acido muriatico. Pura emozione."



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